Il cielo è di tutti: la musica, mediatore per l'inclusione

Una narrazione circolare accoglie tutti: chi è arrivato mesi dopo in un posto sconosciuto e non ne conosce le regole né i confini, chi fa fatica a calibrare l’energia dei propri movimenti, chi ha difficoltà a chiedere aiuto, chi non riesce a modulare le proprie emozioni, chi ha bisogno di un rinforzo visivo per comprendere un messaggio verbale e chi semplicemente chiede un tempo più rallentato e disteso. Il cielo accoglie tutti loro che, dalla propria labile bolla, sono così abili nel riconoscere e nel dar forma alla bellezza delle cose, la stessa bellezza propria delle arti.

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Noi, il Gioco, la Musica 2

Da sabato 2 marzo torna in Sala Maddalena (Monza) “Noi, il Gioco, la Musica” con la sua seconda edizione!

Quest’anno un particolare filone narrativo accompagnerà i quattro incontri: il mito dei Coribanti, figli di Crono, il Tempo, e inventori del tamburo a cornice, suonato freneticamente durante rituali risanatori e purificatori.

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Il gioco musicale: simbolo del mondo

La musica ci invita ad essere prima di tutto giocatori; non a caso molte lingue utilizzano lo stesso termine per indicare l’atto del suonare e l’atto del giocare (ingl. to play, ted. spielen, fr. jouer)  e non a caso il bambino si accosta alla musica non per conoscerne la forma, l'involucro, bensì per esplorarne il contenuto sensibile, la materia (la tenuta del suono, la sua massa, il suo timbro, la sua “granulosità”, la sua oscillazione), per giocare con essa per il solo fine di giocare. Giocare è per giocare.

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